giovedì 21 febbraio 2008

John Rambo

Anno: 2008
Regia: Sylvester Stallone
Distribuzione: Buena Vista International

La guerra vista attraverso gli occhi di John Rambo: questa è la sfida vinta da Sylvester Stallone nel riproporre, con coraggio e referenza, il personaggio del reduce che lo consacrò sul grande schermo. Questa volta però, Rambo si fa più realistico e crepuscolare, in una operazione di rinascita che prima di lui aveva preso, riscuotendo ampio consenso del pubblico, anche il personaggio di Rocky Balboa.

Rambo ha trovato la tranquillità in Birmania lavorando come cacciatore di serpenti. Un giorno viene contattato da un gruppo di missionari laici che chiedono i suoi servigi per accompagnarli, in territorio di occupazione militare, attraverso un fiume insidioso. Rambo, come un nuovo Caronte, accompagna la piccola spedizione, ma non mancherà di dare il suo contributo alla guerra (vera) contro una dittatura militare che sta affliggendo la popolazione Birmana da oltre sessant’anni..

Riportare al Cinema un personaggio così pesantemente inserito negli Action Movie degli anni Ottanta non era certamente un’operazione facile. Il cambio dei temi narrativi, delle modalità di narrazione e delle motivazioni del pubblico cinematografico, potevano portare tale progetto verso un naufragio senza ritorno. Invece, sorprendentemente, così non è. Sylvester Stallone, nella veste plurima di regista sceneggiatore e attore, pur mantenendosi fedele al personaggio e alle sue modalità narrative (torture, infiltrazioni, sparatorie), è riuscito a cucire una storia che riesce a stare al passo coi tempi e regalare una nuova e più dignitosa identità al personaggio di John Rambo.

Scene di guerra e violenza girate in modo estremamente realistico, unite a una storia che non intende innalzare l'eroe a paladino (come accadeva negli anni Ottanta), ma solo renderlo partecipe involontario e osservatore disincantato di una Guerra che lo riflette e a cui sa di non poter porre rimedio, rendono la pellicola "John Rambo" molto efficace sia nelle intenzioni che nella realizzazione. Stallone si sofferma in particolar modo sulle mutilazioni che, come un lait motiv che intende fotografare le umiliazioni della guerra, riflettono lo stato d'animo del protagonista: amputato nei sentimenti e incapace di tornare alla vita.

Rambo è tornato, più convincente di prima, in una pellicola che echeggia le atmosfere e le sensazioni provate guardando la sua prima apparizione cinematografica. In un finale a sorpresa che rincuora lo spettatore e promette un ulteriore seguito.

Diego Altobelli (02/2008)
estratto da http://www.tempimoderni.com/db/dbfilm/film.php?id=1825

2 commenti:

AmosGitai ha detto...

Mhhhhh... ho apprezzato il ritorno dell'anziano Rocky perché hanno trattato il personaggio con umiltà e senza troppi sensazionalismi.
Adesso tocca a Rambo... vedremo!

Diego Altobelli ha detto...

Se ti è piaciuto il ritorno di Rocky, non credo che rimarrai deluso da quello di Rambo.

Fammi sapere,
Ciao!