
Regia: Eric Valette
Distribuzione: Warner Bros.
Con l’approssimarsi dei mesi caldi comincia la stagione estiva del cinema horror, che come ogni anno trascina con sé una lunga scia di B-movie e remake. E’ il caso di “Chiamata senza risposta”, rifacimento hollywoodiano di un buon horror giapponese dal titolo “Chakushin Ari – The Call” del 2003, diretto dal regista di culto Takashi Miike.
Beth, ragazza orfana di madre, è testimone in soli due giorni della morte di due dei suoi migliori amici. Le circostanze che hanno portato ai decessi risultano alquanto misteriose: infatti, entrambi i ragazzi avevano ricevuto sul loro cellulare, qualche giorno prima della loro dipartita, messaggi vocali delle loro stesse urla lanciate prima di morire. Con l’aiuto del detective Jack, la ragazza si mette a indagare...

A Hollywood le cose vanno diversamente.
In America i soggetti vanno spiegati, sviscerati, esauriti in tutte le loro parti. Ed è così che se da una parte assistiamo alla palese lotta tra bene e male, che tanto abnega, soddisfacendolo, lo spettatore comune; dall’altra assistiamo alla perdita da parte di quest’ultimo del mistero, dell’angoscia dell’indagine, e della sensazione di smarrimento che un horror dovrebbe possedere.
Un modo diverso di intendere il genere, quindi. In Giappone più mistico, più ricercato e forse più intimo; negli States più fisico, carnale e tangibile. Fatta tale premessa i giudizi vengono da soli.

Brava l’attrice protagonista Shannyn Sossamon, che esordì ne “Il destino di un cavaliere”.
Diego Altobelli (07/2008)
estratto da http://www.tempimoderni.com/db/dbfilm/film.php?id=1895
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