"La Stanza Vuota - Biografia di un uomo invincibile" di Diego Altobelli Conte

Abstract

Guido vive in una Realtà non sua. Esiste in un Mondo che non gli appartiene. Lo capisce quando ha cinque anni, nel momento in cui comincia a sognare la Stanza Vuota, un luogo che nei suoi incubi lo bracca e lo imprigiona condannandolo alla perdizione.
Giovanni - Johnny - Ruti, invece, può tutto e nei propri sogni lui è il Governante. Un uomo venuto dal cielo per imporsi sul Mondo, spazzando via chiunque osi opporsi.
Per fermare la sua ascesa nel sangue, Guido, ormai ragazzo, assume l'identità di Nuvola ed entra a far parte degli Eletti, un gruppo di ribelli che per le loro azioni sovversive s i ispirano al codice morale di un'antica civiltà.
È così che inizia il viaggio delle Nuove Comete di Villa di Giada, un tragitto oscuro e impervio che porterà alla scoperta di un universo corrotto, e all'origine di tutte le cose...

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venerdì 19 dicembre 2008

Ember - Il mistero della città di luce

Anno: 2008
Regia: Gil Kenan
Distribuzione: Eagle Pictures

Tratto dall’omonimo romanzo – il primo di una serie di quattro realizzati negli anni Ottanta dalla scrittrice Jeanne Duprau – “Ember – Il mistero della città di luce” giunge nelle sale volendo rompere l’oscuro medioevo cinematografico fatto di cinepanettoni e commedie a buon mercato, portando il fievole chiarore di un fantasy retrò. Diretto da Gil Kenan (“Monster House”), sceneggiato da Caroline Thompson (la stessa dei film di Tim Burton) e prodotto niente meno che da Tom Hanks: per “Ember” i numeri sembrano esserci proprio tutti.

L’umanità si è rifugiata nelle profondità della Terra a causa delle radiazioni nucleari. Lì, è proliferata Ember: città - rifugio che grazie a una fitta serie di tubature e generatori di correnti possiede un autonomia di circa duecento anni. Questi però stanno finendo. I frequenti black out diventano la molla per tre ragazzini - Lina, Doon e Poppy – di iniziare una sorta di avvincente caccia al tesoro per scoprire il modo per fuggire da Ember e risalire in superficie. A detta di tutti gli abitanti e del perfido sindaco: una follia il solo immaginarlo...

In realtà questo Ember non è affatto male. Magari sa di già visto; probabilmente, guardandolo, vi ricorderete di talune giostre fatte ai parchi giochi in infanzia; o, chissà, non vi convinceranno certi meccanismi narrativi, un poco forzati, per far si che i tre protagonisti risalgano in superficie: però effettivamente questo Ember, alla fine, piace.
La regia di Gil Kenan, esaurita nella prima mezz’ora la pratica “spiegazione del dove ci troviamo e del perché”, va in crescendo confezionando un prodotto che tra una metafora socialista della società e il tema del contrasto tra conservatori e reazionari - riferiti a elementi presenti nei romanzi - si lascia vedere anche contando sull’effetto sorpresa finale. Ovvero: cosa ci sarà in superfice?
Rimangono sospese alcune sottotrame, e nell’ardore di fuggire il più in fretta possibile da Ember, sia i personaggi che il regista si dimenticano per strada alcuni particolari non proprio trascurabili dal punto di vista narrativo. Ma alla fine il film è fatto: una nuova luce nasce all’orizzonte e l’happy ending è assicurato.
Meno male: avevamo temuto per un momento che i magnifici Martin Landau, Bill Murray e Tim Robbins avessero partecipato al film sbagliato.

Diego Altobelli (12/2008)
estratto da http://www.tempimoderni.com/db/dbfilm/film.php?id=1980

1 commenti:

Luciano ha detto...

Questo film mi incuriosisce molto. Spero di poterlo vedere.

Buon Natale!