"La Stanza Vuota - Biografia di un uomo invincibile" di Diego Altobelli

Abstract

Guido vive in una Realtà non sua. Esiste in un Mondo che non gli appartiene. Lo capisce quando ha cinque anni, nel momento in cui comincia a sognare la Stanza Vuota, un luogo che nei suoi incubi lo bracca e lo imprigiona condannandolo alla perdizione.
Giovanni - Johnny - Ruti, invece, può tutto e nei propri sogni lui è il Governante. Un uomo venuto dal cielo per imporsi sul Mondo, spazzando via chiunque osi opporsi.
Per fermare la sua ascesa nel sangue, Guido, ormai ragazzo, assume l'identità di Nuvola ed entra a far parte degli Eletti, un gruppo di ribelli che per le loro azioni sovversive s i ispirano al codice morale di un'antica civiltà.
È così che inizia il viaggio delle Nuove Comete di Villa di Giada, un tragitto oscuro e impervio che porterà alla scoperta di un universo corrotto, e all'origine di tutte le cose...

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venerdì 7 dicembre 2007

L'età barbarica

Anno: 2007
Regia: Denys Arcand
Distribuzione: Bim

Jean-Marc è un impiegato statale che sta attraversando una fase molto difficile della sua vita. La moglie infatti, lo ha appena lasciato abbandonandolo con le figlie. Per Jean-Marc non rimane altra scelta che rifugiarsi nella fantasia...

A quattro anni dalle "Invasioni barbariche" Denys Arcand torna a parlare della sua terra d’origine, mettendo in luce tutte le idiosincrasie, le insicurezze, e le contraddizioni del popolo canadese. "L'età barbarica" del titolo Arcand la rintraccia nella chiusura mentale e nell'incomunicabilità che caratterizzano i nostri tempi. Il protagonista, un uomo qualunque di nome Jean-Marc, inizialmente cerca di fuggire dal "medioevo" che lo circonda, attraverso fantasticherie e visioni al limite del grottesco (belle donne da sodomizzare, tornei tra cavalieri, galere in partenza verso il mare aperto, ecc.); poi, trovando rifugio in un vecchio cottage che apparteneva al padre, l’uomo finisce per accettare il suo tempo e le follie che lo caratterizzano, senza tentare di esorcizzarle con immaginazioni ancor più folli.

La regia di Denys Arcand colpisce ancora. Il suo ritmo pacato, ma pungente e la regia garbata eppure malinconica, attraggono lo spettatore avvolgendolo e strappandogli, di quando in quando, qualche sorriso accondiscendente. Pur non raggiungendo l’intensità del precedente capitolo, “L’età barbarica” coinvolge e sa lasciare nel pubblico una sottile nota malinconica. Una pellicola elegante e intelligente che conferma il talento del regista.

Diego Altobelli (12/2007)

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