lunedì 3 novembre 2008

Un gioco da ragazze

Anno: 2008
Regia: Matteo Rovere

Festival Internazionale del Film di Roma 2008 - In concorso

Il soggetto del bullismo scolastico in chiave femminile era intrigante, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Cotti. Malgrado questo assunto il nuovo film di Matteo Rovere “Un gioco da ragazze” arriva a malapena a sfiorare la sufficienza.
Dopo un inizio interessante e ordinato sul piano formale della messa in scena, in cui assistiamo alle bravate adolescenziali delle tre protagoniste e all'introduzione del personaggio cardine del professore (un bravo Filippo Nigro), il film degenera in fretta, mandando all'aria tutti quei presupposti narrativi che avrebbero fatto di “Un gioco da ragazze” un interessante film di genere. Matteo Rovere presenta situazioni “al limite” senza dargli l'onesta prosecuzione che ci si aspetterebbe, finendo per “gettare la spugna” di fronte la fragile sceneggiatura.

Guardando il film di Rovere si ha la sensazione che nel realizzare il film qualcuno abbia pensato che qualche scena di sesso gratuito e un intreccio improbabile tra studentesse e professore, sarebbero bastati a rendere il film quanto meno vedibile. Così non è, naturalmente, e il cinema italiano ha invece dimostrato, ancora una volta, di aver assoluto bisogno di ripassare le basi del mestiere. Ricominciare da storie semplici, purché siano storie con un soggetto, un verbo e un complemento, e non il solito tentativo di apparire autoriale senza comunicare nulla di davvero sensato: né per trama, né per contenuti.

Diego Altobelli (10/2008)
estratto da http://www.tempimoderni.com/db/dbnovita/novita.php?id=630

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