venerdì 6 marzo 2009

Underworld - La ribellione dei Lycans

Anno: 2009
Regia: Patrick Tatopoulus
Distribuzione: Sony Pictures

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Tra le saghe cinematografiche che negli ultimi anni hanno riscosso maggior successo tra i giovanissimi c’è sicuramente quella legata a “Underworld”. Iniziata nel 2003 e seguita tre anni più tardi da un secondo episodio col sottotitolo “Evolution”, la saga di “Underworld” proponeva un connubio tra il genere fantasy e l’horror. In questo immaginario aristocratici vampiri muovevano guerra a licantropi ribelli, il tutto condito con intrecci familiari didascalici e assai scontati. Se la sceneggiatura era più che altro un pretesto per mostrare combattimenti e qualche scena splatter, la scenografia e l’ambientazione, in effetti, bastavano a catalizzare l’attenzione del pubblico. Non quello in sala, evidentemente, ma quello a casa, rendendo “Underworld” un vero e proprio “caso” per il mercato dell’homevideo.

A quel mercato resta legato anche questo prequel dal sottotitolo “La ribellione dei Lycans”. A dirigere la terza pellicola della saga troviamo questa volta un tecnico dei precedenti episodi: Patrick Tatopoulus, già scenografo e costumista, qui per la prima volta in veste di regista. L’esito, purtroppo, non è esaltante. O meglio, se si considera “Underwolrd - La ribellione dei Lycans” un prodotto esclusivamente indirizzato agli amanti della saga, il film può anche risultare passabile. Per tutti gli altri, questo terzo capitolo non solo risulterà noioso e prevedibile, ma fondamentalmente inutile.

Questa volta, infatti, non c’è un intreccio familiare a motivare l’alternarsi di scene d’azione, ma il più classico degli intrecci amorosi: lei, bellissima, figlia del Signore dei Vampiri si innamora di un licantropo ribelle. Il tentativo però di realizzare un “Romeo e Giulietta” i versione vampiresca fallisce miseramente, semmai richiamando alla mente altre saghe come quella del recente “Twilight”. “Underworld – La ribellione dei Lycans” dimostra così di essere un film più che altro astuto nel cercare di sfruttare un filone ora in voga, prima di lasciarsi dimenticare definitivamente, con buona pace di tutti.

Diego Altobelli (03/2009)
estratto da http://www.tempimoderni.com/db/dbfilm/film.php?id=2017

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