
Regia: Mike Newell
Distribuzione: Warner Bros.
L’esperienza di Mike Newell (regista tra gli altri di "4 matrimoni e un funerale", "Donnie Brasco", "Harry Potter e il calice di fuoco") viene messa al servizio di un blockbuster fracassone, ma remunerativo. Quanto meno sulla carta. “Prince of Persia – Le sabbie del tempo” sfrutta niente meno che un trend nato nel 1989 sui personal computer. Nel videogioco in questione si prendevano le vesti di un principe spadaccino che, per salvare in un colpo solo principessa e regno, veniva messo alla prova da numerosi trabocchetti e un cattivissimo visir. Nella trasposizione cinematografica sembra non mancare niente per lanciare una nuova saga cinematografica...
Il figlio adottivo del re di Persia viene accusato della morte del padre e cacciato dal regno. Per provare la sua innocenza e scoprire il vero traditore si farà aiutare da una agguerrita principessa, in possesso di un magico pugnale. L’artefatto è in grado di far tornare indietro nel tempo, ma capirne il funzionamento non sarà facile...

Oltretutto la recitazione del protagonista Gyllenhaal non convince: l’attore sembra più concentrato a fare pose plastiche e ammiccare, che a recitare. Il premio Oscar Sir Ben Kingsley non si rinnova, proponendo un personaggio simile a quanto visto nel fantasy “L’ultima Legione”. Su tutti spicca Alfred Molina, che aveva le carte in regola per essere il vero protagonista del film.
Insomma, Prince of Persia è il film che si ispira al videogioco omonimo e che cerca di catturarne l’essenza. Operazione riuscita a metà a causa del debole intreccio.
Diego Altobelli (05/2010)
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