martedì 14 luglio 2009

Miss Marzo

Anno: 2009
Regia: Zach Cregger, Trevor Moore
Distribuzione: 20th Century Fox

Dunque vediamo. Come definire Miss Marzo diretto dal giovane ed esordiente duo di registi Zack Greggor e Trevor Moore? Marchettone per Playboy? Spot pubblicitario fatto da sculettanti play-mate? Road movie demenziale e fracassone? Un po’ tutte queste cose, evidentemente.

Festa di fine liceo, Eugene e Tucker festeggiano non solo l’evento, ma anche la perdita di verginità di Eugene. La sua ragazza, infatti, lo sta aspettando al piano di sopra e non vede l’ora di unirsi al ragazzo. Purtroppo però Eugene beve troppo, sbaglia strada e finisce per precipitare per le scale della cantina. Il risultato è un trauma cranico e un coma irreversibile. Passano quattro anni e l’amico Tucker, per riportarlo alla vita, decide di tentare l’atto estremo di bastonarlo con una mazza da baseball. Incredibilmente funziona! Eugene esce quindi dal coma con la voglia di riabbracciare l’ex fidanzata, ma questa è diventata una coniglietta di Playboy e il ragazzo la vede ritratta come Miss Marzo...

Se siete alla ricerca di un concentrato di cattivo gusto, regia approssimativa, battute tanto demenziali quanto sciocche, e un insieme sfruttato male di play-mate, allora forse Miss Marzo è il film che fa per voi. La curiosità del film è che i giovani attori protagonisti della pellicola sono anche i registi, e purtroppo per noi si vede. Brutte inquadrature, un ritmo che vorrebbe essere frenetico (venendo incontro al genere teen comedy tornato in auge dai tempi di American Pie) ma che risulta tedioso, e una sceneggiatura troppo improbabile persino per un film di questo tipo. Per sopperire a tali mancanze poi, i due registi (due cervelli, mica uno) decidono di riempire i vuoti con primissimi piani su cose ripugnanti. Idea: le feci a spruzzo del protagonista. Idea: i testicoli mozzati di un uomo al posto dei quali sono state applicate due cannucce. Idea: Hugh Hefner (fondatore di Playboy) che piange il suo primo bruttissimo amore, una ragazzina strabica e cicciona. Sbagliati tutti i tempi comici. Eccessivamente forzate certe gag e certi dialoghi. Protagonisti antipatici. Ridere signori, prego. Oppure vomitare negli appositi secchi, che però dovrete portarvi da casa.

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